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''Vorrei che fosse ..." Progetto per la scuola secondaria di I grado

(20 gennaio 2010)
Vorrei che fosse ...
Progetto per la scuola secondaria di primo grado.
Italia: una Repubblica fondata sul successo o sul lavoro ?

OBIETTIVO: creare un punto di contatto importante fra gli adolescenti e il mondo del lavoro , proponendo un recupero del lavoro come "valore" all'interno dei modelli culturali e dei linguaggi più vicini ai giovani.
METODOLOGIA: ciclo di incontri interattivi, gratuiti, nel corso dei quali professionisti specializzati in formazione e dotati di background professionale esteso, proporranno agli studenti delle scuole secondarie di primo grado riflessioni attinenti il valore de lavoro sia sotto il profilo individuale che sociale.

La società in cui viviamo propone modelli di successo e simbolismi sempre più distanti da quella cultura del lavoro sulla quale si è plasmato storicamente il nostro paese e che non casualmente è elemento identificativo della Costituzione repubblicana.
Il bombardamento mediatico e televisivo ha provocato vere e proprie mutazioni quasi genetiche nel tessuto sociale, imponendo come target esistenziale, ma anche come sogno per i giovani, professioni e ruoli esteriorizzanti ed esteriorizzati che dalla cultura del fare, del lavorare per crescere, non potrebbero essere più distanti.

La stragrande maggioranza dei giovani in età scolare non sa neppure cosa significhi "lavorare per costruire un futuro"; il "voglio farmi una posizione" o migliorare la mia posizione sociale, sono seppelliti sotto una valanga di rotocalchi, trasmissioni televisive, messaggi pubblicitari che attestano una cultura dello shot, il colpo di fortuna che consente di diventare ora calciatori di successo, ora veline, ora modelle, ora divo. Poche le voci che si sono levate in questi anni fuori dal coro.

Poche le voci che hanno riproposto il lavoro come unica realtà possibile per un'affermazione personale che non passi attraverso il gratta e vinci o attraverso la totale rinuncia a valori, anche morali e famigliari, pur di raggiungere un risultato di apparente successo.

In particolare non sono emersi due fattori dirompenti, tali da incrinare la cultura dominante dell'appiattimento trasversale:

- calciatori, veline, divi, rappresentano eccezioni numericamente irrilevanti e che spesso il loro successo è effimero, tale da innescare un vero e proprio effetto meteora se non nei casi in cui al successo corrisponde l'avvio di un percorso "lavorativo" e professionale di miglioramento.

- dietro a qualsiasi successo personale o di squadra si cela una catena del lavoro, dalla quale non si può prescindere. Esempio: dietro il concerto di un grande cantante opera una macchina tecnico-organizzativa fatta di figure professionali e di lavoratori eccellenti. Dietro al successo di una squadra di calcio opera una ben più consistente squadra di lavoratori che include i giardinieri del campo di calcio sino ai preparatori tecnici e allo staff medico.

Ogni successo sarebbe impossibile senza il lavoro

Il progetto non si illude certo di invertire il trend di una cultura che è diventata dominante, ma di piazzare un elemento di ragionevole dubbio, creando un momento di riflessione in alcune scuole pilota. Non un progetto fine a se stesso, ma un programma che ha ambizioni di continuità e che farà perno sulla veicolazione di messaggi elementari, percepibili perché espressi nel linguaggio dei giovani e non in contrapposizione con la cultura del successo.

Anzi, il progetto prevede la partecipazione di alcuni testimonial di primo piano destinati a confermare almeno tre elementi: l'aleatorietà del successo senza lavoro, la catena del valore e del lavoro che si cela dietro a ogni successo, il concetto di soddisfazione del successo conquistato con la fatica, l'ingegno, il fare.

Progetto per la scuola secondaria di primo grado.
Vorrei che fosse / Progetti per gli adulti di domani non ha la pretesa di essere un piano formativo; mira piuttosto a creare un punto di contatto importante e potenzialmente foriero di grandi risultati fra i giovani e il lavoro, proponendo un recupero del valore lavoro all'interno dei modelli culturali e del linguaggio che ai giovani sono affini.
Il progetto verte infatti su un programma di incontri interattivi, nel corso dei quali professionisti specializzati in formazione e tutti dotati di un background specialistico, proporranno a un selezionato "pubblico" di studenti delle scuole medie inferiori alcuni stimoli attinenti il valore del lavoro, quale collante sociale, molla per il miglioramento, incentivo per un approccio alla scuola finalizzato alla costruzione di un percorso di vita e, non ultimo, come elemento caratterizzante l'italianità nel mondo.

L'organizzazione e il metodo
I docenti del progetto in collaborazione con esperti di psicologia e linguaggio giovanile, nonché con sociologi del lavoro, (oltre che ovviamente con gli Uffici Scolastici) mettono a punto un sintetico kit nel quale il messaggio lavoro, come valore, come tradizione e come finalizzazione viene portato alla luce in modo semplice, discorsivo e comprensibile.
Il progetto prevede quindi in 8 regioni, la scelta di alcune scuole pilota per Regione, nella città capoluogo.
In queste  scuole, in stretta collaborazione con l'Uffici Scolastico Regionale, con i Presidi e gli insegnanti, a partire da gennaio 2010 verranno individuate 3 ore non consecutive, durante le quali un professionista con esperienze anche pubblicistiche e di formazione incontra i giovani di una (o 2 insieme) classi "pilota" del progetto.
Le tre "lezioni" si articoleranno sulle seguenti tematiche

1) LAVORO E COSTITUZIONE
Quella italiana è l'unica fra quelle occidentali a riconoscere al lavoro un valore fondativo, altre lo trovano nella libertà, nei diritti, nella felicità.

Dagli anni '40 nulla è cambiato come il lavoro. Si lavora a casa come in fabbrica, nei trasporti, nel turismo, nell'intrattenimento e perfino nello sport. Ma il lavoro è sempre la misura dell'essere umano e in esso gli italiani si riconoscono ed esaltano le loro capacità.

L'unità degli italiani è cresciuta grazie al lavoro comune: dall'emigrate oltre oceano al progettista della grande opera, dall'artigiano creativo all'operaio che difende con orgoglio i suoi macchinari ...

2) LAVORO E SCUOLA
La scuola è il tempo lungo dell'apprendimento, dedicato ad acquisirne strumenti ma anche e soprattutto visioni e predisposizioni in vista della adultità e del rapporto con la vita reale. In questo tempo prolungato che accompagna l'essere umano in una radicale trasformazione, le occasioni non possono essere sprecate e il tema del lavoro, rivisitato in una chiave attualizzata, è proprio una di queste.

3) LA CATENA DEL LAVORO
La società della comunicazione e dello spettacolo ha perso i profili di sobrietà della passata società industriale. E' importante diffondere una autentica informazione che rammenti come anche negli ambiti più luccicanti e fascinosi esistono procedimenti e metodi di lavoro disciplinati, che niente è dato per scontato e che senza fatica non si arriva a nulla. Vige sempre la legge della fatica dell'opera', della necessità inesorabile di misurarsi con le realtà. E' questa che ti limita e che ti sfida e che può essere modificata solo con la tenace azione di tutti coloro che lavorano.

4) IL TESTIMONIAL
In alcune scuole, potrà essere previsto un quarto incontro al quale potrà partecipare un testimonial del mondo dello spettacolo o dello sport, chiamato a testimoniare con la sua esperienza sia la catena del lavoro che si cela dietro alla sua esperienza, sia la necessità di convertire successi effimeri in posizioni professionalmente consolidate attraverso, una volta di più, il lavoro.

Patrocinii e Collaborazioni
Patrocinii
Senato della Repubblica   ; Camera dei Deputati , Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali    ; Ministero dell'Istruzione , dell' Università e della Ricerca ; Unimpresa   ; Regione Liguria  ;  Confindustria Liguria   ;
Collaborazioni
Arma dei Carabinieri   ; Conferenza Italiana Ministri Provinciali Cappuccini   
  
PER INFORMAZIONI E ADESIONI
Giulio Dapelo - Presidente Associazione Vorrei che Fosse
Tel 010 587323 cell. 3356194772

Progetto e Comunicazione
Barbara Gazzale cell. 3484144780 e-mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ;
Daniele Bo cell. 3481309352 e-mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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Referente USR Liguria Milena De Filippi tel uff 0108331304
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Allegato Rassegna stampa:
pdfIl Secolo XIX - 8 novembre 2009
 

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