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La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012

Ultima modifica il 3 Giugno 2013 da Ufficio Comunicazione

a cura di Salvatore Nocera,
Vicepresidente nazionale della
FISH (Federazione Italiana
per il Superamento dell'Handicap). Responsabile del Settore Legale
dell'Osservatorio Scolastico dell'
AIPD
(Associazione Italiana Persone
Down).

Tratto
da
www.superando.it.
Il
presente testo è il riadattamento di una scheda apparsa anche nel sito
dell'AIPD.
 

È certamente un
documento di notevole importanza la Direttiva del 27 dicembre
2012
, intitolata Strumenti d'intervento per alunni con Bisogni Educativi
Speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione
scolastica
, pubblicata dal Ministero dell'Istruzione in questo
mese di gennaio, che sostanzialmente completa il quadro italiano dell'inclusione
scolastica (a seguito della Direttiva è
stata emanata la
Circolare Min. n. 8 del 6 marzo 2013 ndr
).
È importante perché
accoglie una serie di orientamenti da tempo presenti nei Paesi dell'Unione
Europea, completando, in sostanza, il
quadro italiano dell'inclusione
scolastica
.
Com'è noto, infatti,
il nostro sistema è stato il primo in
Europa
a introdurre l'inclusione scolastica generalizzata
degli alunni con disabilità e ha di recente riordinato i princìpi della stessa,
con le Linee
Guid
a del 4
agosto 2009
.
A seguito, poi,
della Legge 170/10, sono
state emanate le Linee Guida del 12 luglio
2011
, relative all'inclusione scolastica
degli alunni con DSA (disturbi specifici d'apprendimento, ovvero dislessia,
disgrafia, dicalculia e disortografia).
Ora, con questa
Direttiva, il Ministero fornisce indicazioni organizzative anche sull'inclusione
di quegli alunni che non siano certificabili né con disabilità, né con DSA, ma
che abbiano difficoltà di
apprendimento
dovute a svantaggio personale, familiare e
socio-ambientale.
Con i termini
Bisogni Educativi Speciali
(d'ora in poi BES), si intendono
esattamente:

  • alunni con
    disabilità;
  • alunni con
    DSA;
  • alunni con
    svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.

A tutte queste
tipologie, la Direttiva del 27 dicembre scorso estende i benefìci della citata
Legge 170/10, vale a dire le misure
compensative e dispensative
. Ma esaminiamo il testo del
documento, prendendo in considerazione vari paragrafi
specifici.

Il
paragrafo 1.3 è dedicato agli
alunni con deficit da disturbo dell'attenzione e dell'iperattività
(ADHD), il cui
numero viene stimato intorno agli 80.000. Per questi studenti, se vi è anche la
certificazione di disabilità, scatta il diritto al sostegno; se invece tale
certificazione manca, hanno comunque diritto ad avere le garanzie derivanti
dalla Legge 170/10.
Il paragrafo
1.4 parla degli alunni
con funzionamento cognitivo limite (borderline), stimati intorno ai
200.000.
Il paragrafo
1.5 fornisce alcuni
orientamenti didattici a favore degli alunni con BES. Dal momento, quindi, che
già la normativa precedente aveva fornito indicazioni per gli alunni con
disabilità e per quelli con DSA, il paragrafo così recita, anche per gli altri
casi di BES: «Le scuole – con determinazioni
assunte dai Consigli di classe, risultanti dall'esame della documentazione
clinica presentata dalle famiglie e sulla base di considerazioni di carattere
psicopedagogico e didattico – possono avvalersi per tutti gli alunni con Bisogni
Educativi Speciali degli strumenti compensativi e delle misure dispensative
previste dalle disposizioni attuative della Legge 170/2010 (DM 5669/2011),
meglio descritte nelle allegate Linee
guida».

È da osservare,
tuttavia, che mentre per gli alunni con disabilità e con DSA la normativa ha
stabilito che le certificazioni cliniche debbano pervenire esclusivamente
dalle ASL o da
centri convenzionati o accreditati
con esse, qui la Direttiva nulla dice per gli altri casi di
BES relativi allo svantaggio.
Ed è questo un punto
assai importante che il Ministero chiarirà, in quanto anche per questi alunni
viene resa obbligatoria la formulazione di un Piano Didattico Personalizzato in
forza della Legge 53/03.
Inoltre, dovendosi
applicare anche a questi casi le misure compensative e dispensative previste
dalla Legge 170/10, i Consigli di Classe dovranno disporre di una
documentazione clinica
certa
e formulare «considerazioni di carattere psicopedagogico e
didattico»
non discutibili, al fine di evitare contenziosi con altri
alunni ai quali tali benefìci non vengano concessi.
Il paragrafo
1.6 riguarda l'impegno del Ministero  ad
organizzare corsi di formazione per dirigenti e docenti curricolari sulla
didattica inclusiva, a favore anche dei casi non certificabili come disabilità o
come DSA.
Per quanto poi
riguarda il secondo
paragrafo
, esso è totalmente dedicato all'organizzazione
territoriale per un'ottimale realizzazione dell'inclusione
scolastica.
Il paragrafo
2.1
si concentra sui Centri Territoriali di Supporto
(d'ora in poi C.T.S.), istituiti presso Scuole Polo.

La Direttiva in
esame propone che ve ne sia uno per Provincia, collegati con altri C.T.S. a
livello di àmbito di Distretto Socio-Sanitario di Base, a loro volta collegati
con le singole scuole.
Viene però tenuto
presente che questi strumenti organizzativi – riguardanti tutti i BES – non possono ignorare
l'esistenza dei GLIR
(i Gruppi di Lavoro per l'Inclusione Scolastica degli Alunni con Disabilità
Regionali, introdotti dalle già citate Linee Guida del 4 agosto 2009), dei
GLIP (Gruppi a
livello Provinciale) e dei
GLHI
(i Gruppi di Lavoro Handicap d'Istituto, introdotti
dall'articolo 15 della Legge 104/92).
Questo, infatti, si
legge nella Direttiva: «Sarà cura degli
Uffici Scolastici Regionali operare il raccordo tra i CTS e i GLIR, oltre che
accordare i GLIP con i nuovi organismi previsti nella presente
Direttiva».

Tali «raccordi», pertanto, saranno
determinanti per dare coerenza a tutto
il sistema organizzativo
.
Il paragrafo
2.1.2 prevede che
presso i CTS provinciali operi un'équipe di docenti curricolari e di sostegno
«specializzati» sui BES, tramite
master universitari organizzati sulla base di un'intesa già esistente con il
Ministero.
Il paragrafo
2.2 riguarda le
funzioni dei CTS che
sono le seguenti:
2.2.1 Informazione e formazione
2.2.2 Consulenza
2.2.3 Gestione degli ausili e comodato
d'uso
2.2.4 Buone pratiche e attività di ricerca e
sperimentazione
2.2.5 Piano annuale d'intervento
2.2.6 Risorse economiche
2.2.7 Promozione di intese territoriali per
l'inclusione
Il paragrafo
2.3 dice che ogni CTS
Provinciale deve darsi un proprio regolamento
interno.
Il paragrafo
2.4 riguarda l'organizzazione dei CTS, che
fa perno sul Dirigente Scolastico della Scuola Polo presso cui essi sono
istituiti.
Si prevede in tal
senso la presenza di almeno tre docenti «specializzati sui BES» che, secondo la
normativa dei comandi, dovrebbero garantire per almeno un triennio la loro
presenza di consulenza alle scuole della Provincia, anche tramite i CTS di
àmbito distrettuale e i Gruppi di Lavoro per l'Inclusione delle singole scuole
che si dovrebbero affiancare ai GLHI per i
disabili.
Presso il CTS, poi,
viene è istituito un Comitato Tecnico
Scientifico
, con il compito di formulare il piano annuale
degli interventi, composto da: «il Dirigente
Scolastico, un rappresentante degli operatori del CTS, un rappresentante
designato dall'U.S.R.
[Ufficio Scolastico Regionale,
N.d.R.]
, e, ove
possibile, un rappresentante dei Servizi
Sanitari».

E ancora, si prevede
la nomina di un referente regionale dei
CTS
e anche di un Coordinamento Nazionale, istituito
presso la Direzione
Generale per lo Studente del Ministero e composto da: «- Un rappresentante del MIUR – I referenti per la
Disabilità/DSA degli Uffici Scolastici Regionali – I referenti regionali CTS –
Un rappresentante del Ministero della Salute – Un rappresentante del Ministero
delle politiche sociali e del lavoro – Eventuali rappresentanti della FISH
[Federazione italiana per il Superamento
dell'Handicap, N.d.R.]
e della FAND [Federazione tra le
Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità,
N.d.R.]
– Docenti
universitari o esperti nelle tecnologie per l'integrazione. Il Coordinamento
nazionale si rinnova ogni due anni. Il Comitato tecnico è costituito dal
rappresentante del MIUR
[Ministero di Istruzione, Università e Ricerca,
N.d.R.]
, che lo
presiede, e da una rappresentanza di 4 referenti CTS e 4 referenti per la
disabilità/DSA degli Uffici Scolastici
Regionali».

Ebbene, questo
disegno organizzativo – per altro molto logico – sembra proprio intersecarsi con quello parallelo già esistente per la
disabilità
.
Infatti, nel
Coordinamento Nazionale dei CTS, viene individuata anche la presenza di
rappresentanti delle Federazioni FISH e FAND, che sono i membri naturali
dell'attuale Osservatorio
Ministeriale
sull'Inclusione degli alunni con
disabilità.
Il documento si
chiude con la previsione dell'istituzione di un portale internet, con articolazioni
anche a livello locale, relativo a tutti i BES e che sia accessibile ai sensi
della Legge 4/2004.

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