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L’alternanza Scuola-Lavoro e la Riforma

Ultima modifica il 30 Dicembre 2010 da Ufficio Comunicazione


(30 dicembre 2010)
Dal
1° settembre 2010 ha
preso avvio la Riforma della Scuola secondaria superiore.

Un
aspetto innovativo, didatticamente alternativo rispetto alle abituali lezioni
in classe, è costituito dalla ALTERNANZA
SCUOLA LAVORO
.

Introdotta dalla L.53/2003, diventata norma
con il D.Lgs. 15 aprile 2005, n. 77,  l' ALTERNANZA SCUOLA LAVORO è ripresa, confermata
 e ribadita nei Documenti della Riforma,
sia nei  "Regolamenti" di Licei, Tecnici e Professionali  che nelle "Linee Guida"e nei  "Profili
educativi, culturali e professionali dello studente" (Pecup)  di Tecnici e Professionali

Ecco
qualche breve citazione dai documenti ministeriali della Riforma:
"I
percorsi dei nuovi istituti tecnici danno, inoltre, ampio spazio alle
metodologie finalizzate a sviluppare le competenze degli allievi attraverso la
didattica di laboratorio e le esperienze in contesti applicativi, l'analisi e
la soluzione di problemi ispirati a situazioni reali, il lavoro per progetti;
prevedono, altresì, un collegamento organico con il mondo del lavoro e delle
professioni, attraverso stage, tirocini, alternanza
scuola-lavoro"
 (dalle "Linee Guida"  dei Tecnici)

"Nell'ambito
dei percorsi liceali le istituzioni scolastiche stabiliscono, a partire dal
secondo
biennio,
anche d'intesa rispettivamente con le università, con le istituzioni dell'alta
formazione artistica, musicale e coreutica e con quelle ove si realizzano i
percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore ed i percorsi degli
istituti tecnici superiori, specifiche modalità per l'approfondimento delle
conoscenze, delle abilità e delle competenze richieste per l'accesso ai
relativi corsi di studio e per l'inserimento nel mondo del lavoro.
L'approfondimento può essere realizzato anche nell'ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro di
cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, nonché attraverso
l'attivazione di moduli e di iniziative di studio-lavoro per progetti, di
esperienze pratiche e di tirocinio"
 (dal
"Regolamento" dei  Licei)

"Nella
progettazione dei percorsi assumono particolare importanza le metodologie che
valorizzano, a fini orientativi e formativi, le esperienze di raccordo tra
scuola e mondo del lavoro, quali visite aziendali, stage, tirocini, alternanza scuola lavoro. Tali attività
permettono di sperimentare una pluralità di soluzioni didattiche per facilitare
il collegamento con il territorio e personalizzare l'apprendimento mediante
l'inserimento degli studenti in contesti operativi reali"
  (dalle "Linee
Guida"
dei Professionali)

"Gli stage, i
tirocini e l'alternanza scuola/lavoro
sono strumenti didattici fondamentali per far conseguire agli studenti i
risultati di apprendimento attesi e attivare un proficuo collegamento con il
mondo del lavoro e delle professioni, compreso il volontariato ed il privato
sociale
(dal "Pecup" dei
Tecnici)

L'
ALTERNANZA SCUOLA LAVORO – come si
coglie anche da queste citazioni – tocca altri "punti forti" della Riforma:
la  notevole valenza orientativa dei percorsi,
la progettazione per competenze, l' innovazione, la motivazione ed il
coinvolgimento degli studenti, la sinergia tra la scuola ed il mondo del lavoro

Con la Riforma si conclude così la  fase di  sperimentazione dell' ALTERNANZA SCUOLA LAVORO  (art
4  L. 53/03), che ha visto la fattiva
partecipazione anche della Scuola ligure a partire dal 2003.

La Riforma dà
ora  piena attuazione al D.Lgs. 15 aprile
2005, n. 77, che all'art. 2 parla espressamente di: "… modalità di
apprendimento in alternanza, quale
opzione formativa rispondente ai bisogni individuali di istruzione e formazione
dei giovani…"

Visto che tutte
le Istituzioni scolastiche devono "attrezzarsi" per rispondere alle richieste
presentate da parte di studenti di svolgere
l'intera formazione dai 15 ai 18 anni o 
parte di essa attraverso l'alternanza di periodi di scuola e lavoro,
è
il caso 
di rammentare sinteticamente 
le

CARATTERISTICHE DEI
PERCORSI IN ALTERNANZA

  1. L'alternanza scuola-lavoro è una "modalità di
    realizzazione dei corsi del secondo ciclo" (D.L.vo 15 aprile 2005, n.77, art.1,
    c.1).
  2. "I percorsi in
    alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati, sotto la
    responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite
    convenzioni …" (D.L.vo 15 aprile 2005, n.77, art.1, c.2).
  3. "Le convenzioni …, in relazione al progetto
    formativo, regolano i rapporti e le responsabilità dei diversi soggetti
    coinvolti nei percorsi in alternanza, ivi compresi gli aspetti relativi alla
    tutela della salute e della sicurezza dei partecipanti (D.L.vo 15 aprile 2005,
    n.77, art.3, c.4).
  4. I progetti
    in alternanza sono definiti e programmati all'interno del piano dell'offerta
    formativa e  proposti alle famiglie e agli studenti in tempi e con
    modalità idonei a garantirne la piena fruizione.

La loro progettazione e
realizzazione richiedono un sistematico raccordo tra le scuole e  il
contesto socio-produttivo locale, considerando prioritariamente tre aspetti:

  • i diversi 
    bisogni  degli studenti, cui debbono corrispondere percorsi di apprendimento
    flessibili,  personalizzati  e capaci di motivarli;
  • le esigenze
    formative della scuola, previste dal Piano dell'Offerta Formativa;
  • i fabbisogni
    formativi delle aziende e del territorio, anche con riferimento al loro
    sviluppo

Benedetto Maffezzini, referente regionale USR Liguria per l' Alternanza
scuola lavoro

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